“Lo stato dell’Unione” secondo il Censis
Pubblicato Lunedì, 06 maggio 2024A un mese dalle elezioni europee il Censis offre una panoramica dello stato d’animo degli elettori europei, delle preoccupazioni, delle attese e delle speranze nel Rapporto “Lo stato dell'Unione. Geografia sociale dell’Europa al voto”, presentato lo scorso 2 maggio.
I dati sono stati elaborati attraverso l’analisi degli indicatori economici e sociali riferiti alle 242 regioni dei 27 Paesi membri dell’Unione europea, che permettono di andare oltre quanto le medie nazionali presentano e comprendere qualcosa in più delle attese 449 milioni di cittadini europei e, in particolare, dei 359 milioni di elettori.In generale, i cittadini UE registrano il progressivo ridimensionamento del peso dell’Unione europea nel contesto internazionale, sia demografico sia economico: se quindici anni fa (nel 2007) all’Unione europea a 27 Stati era riferibile una quota del Pil del mondo pari al 17,7% del totale, oggi la percentuale si è ridotta al 14,5%, a vantaggio soprattutto dei Paesi asiatici.
A questo si associa, inoltre, una percentuale di cittadini che non ha avuto un miglioramento delle proprie condizioni di vita, ha vissuto un arretramento anziché un progresso. Sono 75 le regioni e le province dei Paesi dell’Unione europea in cui negli ultimi quindici anni si è verificata una variazione negativa del reddito disponibile netto pro capite. Una tendenza che ha coinvolto 151 milioni di cittadini (pari al 34% della popolazione europea e corrispondenti a 121 milioni di elettori), che hanno subito una flessione del tenore di vita familiare. Inoltre, i cittadini vivono disomogeneità sociali nei diversi contesti territoriali all’interno dei singoli Stati, che possono minare la coesione delle comunità nazionali.
In questo quadro, tenendo conto anche delle tendenze nazionali, sarà ancora più rilevane ridurre il rischio di un alto dato di astensionismo al prossimo voto europeo. In Italia, ad esempio, l’astensionismo mostra dati più elevati alle votazioni europee (il 45,5% di astenuti nel 2019) rispetto alle elezioni politiche (il 36,1% di astenuti nel 2022). L’astensionismo alle europee è aumentato costantemente: dal 14,3% del 1979 al 30,3% nel 1999, fino al 42,8% nel 2014 e al 45,5% del 2019. D’altra parte, oggi meno della metà dei cittadini europei ha fiducia nelle istituzioni europee. Il dato relativo all’Italia è in linea con la media europea: il 49% degli italiani ha fiducia nel Parlamento europeo, il 46% nella Commissione europea.
Per maggiori dettagli, consulta il Rapporto Censis “Lo stato dell'Unione. Geografia sociale dell’Europa al voto”.



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