"Rete interregionale - transnazionale per la coesione sociale", si è tenuta a Roma la prima riunione

Pubblicato Martedì, 24 febbraio 2009

Prendono avvio i lavori del progetto “Rete interregionale-transnazionale per la coesione sociale: l’utilizzo delle risorse professionali nella mediazione interculturale e nella prevenzione, gestione e trasformazione dei conflitti”. Si è, infatti, svolta il 24 febbraio la prima riunione operativa, a Roma, presso la sede di Tecnostruttura delle Regioni per il Fondo sociale europeo.
Le Regioni aderenti hanno concordato di collaborare, stipulando un apposito accordo all’interno della programmazione 2007-2013. La Provincia autonoma di Bolzano è stata individuata come coordinatrice delle attività del progetto. Negli scambi di buone prassi e all’interno della condivisione di pratiche e strumenti previste dal progetto, verrà data particolare importanza alle figure professionali del mediatore interculturale e dell’operatore di pace visto che il tema del loro riconoscimento è condivisa a livello europeo. Verrà inoltre incentivata la mobilità ai fini formativi e professionali di tali figure. Per il raggiungimento di tali obiettivi, verranno attivati ulteriori partnership strumentali sia pubbliche che private a livello nazionale ed europeo.
All’incontro ha preso parte anche Philippe Hatt, capo unità B1 – Italia, Malta, Romania e FYROM –  della Direzione generale Occupazione, affari sociali e pari opportunità della Commissione europea, che ha definito il progetto “sicuramente di forte valenza etica”, un’iniziativa che può  “costruire un’interessante analisi rispetto a delle figure professionali particolari e di forte innovatività”. “Sarà – ha precisato Hatt - molto interessante la sperimentazione di un progetto che possa vedere l'utilizzazione del Fondo sociale europeo nel complesso campo del mondo umanitario”.

La Rete intende contribuire al raggiungimento degli obiettivi e delle strategie dell’Unione europea sui temi della coesione e dell’inclusione sociale, del dialogo interculturale e della pace e allo scopo di facilitare e promuovere la mobilità professionale e lo sviluppo della cooperazione interregionale e transnazionale. Il tema è quello del  riconoscimento e dell’impiego delle figure professionali negli interventi finalizzati alla promozione dell’inclusione sociale, alla convivenza pacifica, alla tutela delle minoranze autoctone e di quelle derivate dai flussi migratori, e alla prevenzione, gestione e trasformazione dei conflitti. L’iniziativa rappresenta la naturale continuazione e sviluppo del progetto interregionale “Le figure professionali operanti nell’area umanitaria” realizzato nel corso della programmazione Fse 2000-2006, promosso e coordinato sempre dalla Provincia autonoma di Bolzano. Con tale progetto si è arrivati ad una definizione congiunta dello standard  professionale della  figura  del  mediatore interculturale,  approvata dai Coordinamenti tecnici delle Commissioni "Affari comunitari e internazionali-flussi migratori", "Politiche sociali", "Istruzione, lavoro, formazione, innovazione e ricerca”. Tale standard verrà posto all’ordine del giorno il 26 febbraio 2009 della IX Commissione della Conferenza delle Regioni Istruzione, lavoro, innovazione e ricerca per la sua approvazione.

Al progetto, promosso e coordinato dalla Provincia autonoma di Bolzano – Assessorato al Lavoro, formazione professionale, innovazione, ricerca e sviluppo cooperative, bilancio e informatica, realizzato con l’assistenza tecnica di Tecnostruttura, aderiscono per l’Italia la Provincia autonoma di Trento e le Regioni Campania, Lazio, Marche, Piemonte, Sardegna. A livello europeo aderiscono il Service Public Fédéral Santé publique, Sécurité de la Chaîne alimentaire et Environnement del Belgio, Linguamón - Casa de les Llengües - Generalitat de la Catalunya della Spagna e l’Agence Nationale pour la Cohésion sociale et l'Egalité des chances della  Francia.