Futuro dell'Europa: uno spazio europeo dell'istruzione entro il 2025
Pubblicato Mercoledì, 15 novembre 2017In vista della riunione dei leader della UE il prossimo 17 novembre a Göteborg, durante la quale si discuterà il futuro dell'istruzione e della cultura, la Commissione europea ha definito il proprio piano su come creare uno spazio europeo dell’istruzione entro il 2025. Le idee formulate esprimono la posizione della Commissione sul tema: è nell'interesse comune di tutti gli Stati membri sfruttare appieno il potenziale dell'istruzione e della cultura come motore per la creazione di posti di lavoro, la crescita economica e la giustizia sociale e come mezzo per fare esperienza dell'identità europea nella sua diversità.
"Uno sforzo collettivo - ha affermato Jyrki Katainen, vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività - consentirebbe all'Europa nel suo insieme di plasmare il suo futuro, di rispondere in modo più efficace alle sfide che si trova ad affrontare e di diventare più resiliente. Entro il 2025 – ha continuato Katainen - dovremmo vivere in un'Europa in cui i confini non impediscano le esperienze di apprendimento, studio e ricerca, in cui vivere in un altro Stato membro per studiare, apprendere o lavorare sia la norma."
Anche Tibor Navracsics, commissario per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha ricordato che: "Nel guardare al futuro dell'Europa, dobbiamo dotarci di un programma comune ambizioso su come sfruttare la cultura e l'apprendimento per promuovere l'unità. L'istruzione è un fattore chiave, in quanto fornisce le competenze necessarie per diventare membri attivi di società sempre più complesse. È l'istruzione che ci permette di adattarci a un mondo in rapido cambiamento, di sviluppare un'identità europea, di comprendere altre culture e di acquisire le nuove competenze necessarie in una società mobile, multiculturale e sempre più digitale".
La Commissione europea sostiene che l'istruzione e la cultura possano essere una parte importante della soluzione per affrontare le sfide dell'invecchiamento della forza lavoro, della digitalizzazione continua, del futuro fabbisogno di competenze, della necessità di promuovere il pensiero critico e l'alfabetizzazione mediatica.
La Commissione ritiene che uno spazio europeo dell'istruzione dovrebbe comprendere questi elementi:
• Rendere la mobilità una realtà per tutti, capitalizzando le esperienze positive del programma Erasmus+ e del corpo europeo di solidarietà ed ampliando la partecipazione ai due programmi, oltre che mediante la creazione di una Carta europea dello studente per offrire un modo nuovo e facile di conservare informazioni sul curriculum accademico.
• Riconoscere reciprocamente i diplomi con l'avvio di un nuovo "processo della Sorbona", che sviluppi il "processo di Bologna", al fine di preparare il terreno per il riconoscimento reciproco dei diplomi di istruzione superiore e di conclusione degli studi.
• Incrementare la collaborazione sull'elaborazione dei programmi scolastici e dei piani di studi, formulando una serie di raccomandazioni per garantire che i sistemi d'istruzione impartiscano tutte le conoscenze, le capacità e le competenze considerate fondamentali nel mondo di oggi.
• Migliorare l'apprendimento delle lingue, fissando un nuovo parametro di riferimento in base al quale entro il 2025 tutti i giovani europei che completano l'istruzione secondaria superiore abbiano una buona conoscenza di due lingue straniere.
• Promuovere l'apprendimento permanente, mirando alla convergenza e aumentando la quota di persone che partecipano ad attività di apprendimento lungo tutto l'arco della vita, con l'obiettivo di raggiungere il 25% entro il 2025.
• Integrare l'innovazione e le competenze digitali nell'istruzione, promuovendo corsi di formazione innovativi e digitali e preparando un nuovo piano d'azione per l'istruzione digitale.
• Sostenere gli insegnanti, moltiplicando il numero di insegnanti che partecipano al programma Erasmus+ e alla rete eTwinning.
• Creare una rete di università europee cosicché possano collaborare fattivamente a livello transfrontaliero e sostenere l'istituzione di una scuola di governance europea e transnazionale.
• Investire nell'istruzione servendosi del semestre europeo per sostenere le riforme strutturali volte a migliorare la politica dell'istruzione, facendo ricorso ai fondi e agli strumenti di investimento della UE per finanziare l'istruzione e definendo un parametro di riferimento per cui gli Stati membri investano il 5% del PIL nell'istruzione.
• Salvaguardare il patrimonio culturale e promuovere un senso di identità e cultura europee.
• Rafforzare la dimensione europea di Euronews.
Nel 2010 l'Unione europea si è prefissata due obiettivi in materia di istruzione nell'ambito della strategia Europa 2020: raggiungere il 10% entro il 2020 nell’abbandono scolastico (passato dal 13,9% del 2010 al 10,7% del 2016); per il tasso di istruzione terziaria è raggiungere il 40% entro il 2020 (era al 34% nel 2010 ed è arrivato al 39,1% nel 2016).
Per guidare il cambiamento e stimolare il dibattito in un contesto in cui l'Europa guarda al proprio futuro, già nel discorso sullo stato dell'Unione del 13 settembre 2017 il presidente Juncker ha proposto una tabella di marcia per un'Unione più unita, più forte e più democratica. La riunione di Göteborg del 17 novembre 2017 offrirà ai leader l'occasione di discutere il rafforzamento dell'identità europea grazie all'istruzione e alla cultura.



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