28/10/2026
La quinta edizione del Festival “L’Italia delle Regioni”, che si è tenuto a Firenze dal 25 al 27 ottobre, si è concluso con la sigla dell’Agenda di Firenze, il documento unitario della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che indirizza a Governo e Parlamento proposte e priorità per accompagnare i processi di trasformazione economica, sociale, ambientale e tecnologica del Paese.
“Questo documento – ha dichiarato Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome - è allo stesso tempo sintesi di una visione condivisa e uno strumento di indirizzo comune, un punto di partenza per entrare e affrontare una fase nuova del nostro Paese in cui si lavori in sinergia, rispetto al metodo, alle priorità, alle responsabilità”.
Il documento raccoglie gli esiti delle riunioni delle singole Commissioni di settore della Conferenza, riunitesi durante il Festival, e ha come filo conduttore la funzione propria delle Regioni quali istituzioni di prossimità, capaci di interpretare le esigenze delle comunità, contribuire all'elaborazione delle strategie del Paese e tradurre le linee d'indirizzo in risposte operative, integrando costantemente la dimensione territoriale, nazionale ed europea.
Il rafforzamento della governance multilivello, il ricambio generazionale e le risposte al cambiamento climatico sono le tre direttrici su cui si sviluppa l’Agenda di Firenze, nella quale vengono delineati cinque ambiti strategici d’intervento.
Il primo fa riferimento agli assetti istituzionali e alla finanza pubblica territoriale, approfondendo l’evoluzione delle autonomie, i rapporti tra i diversi livelli di governo e il contributo regionale alla definizione delle priorità strategiche nazionali e ai negoziati europei.
Il secondo investe sul capitale umano della Pubblica amministrazione, sull'innovazione e sulla trasformazione digitale, individuati come leve indispensabili per la modernizzazione della macchina pubblica e l'accrescimento della capacità amministrativa.
Sulla competitività e sull'attrattività territoriale, sostenendo i sistemi produttivi, le filiere strategiche e le vocazioni locali, si concentra il terzo ambito.
Il quarto è dedicato alle infrastrutture e alla transizione sostenibile, con un'attenzione mirata a resilienza delle comunità, mobilità, rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale.
Il quinto, infine, ha al centro l’inclusione e il benessere delle comunità, guarda a giovani, formazione e lavoro, salute, sport e cultura, elementi cardine per generare coesione sociale, opportunità, partecipazione e qualità della vita.
“Le transizioni climatica, energetica e digitale devono essere governate con pragmatismo – ha spiegato Fedriga - tenendo insieme sostenibilità ambientale, economica e sociale ma anche la sovranità tecnologica. Nessun territorio deve restare indietro. Su queste sfide le Regioni non chiedono di fare da sole: chiedono di fare la loro parte, con risorse e strumenti adeguati”.
“L’obiettivo delle Regioni – ha proseguito Fedriga - non è certo ottenere più risorse per sé, ma costruire, insieme al Governo, un quadro pluriennale di certezza dei finanziamenti e delle responsabilità, che permetta di assicurare servizi migliori per i cittadini. Questo vale ancor di più in questa fase in cui si sta presentando la legge di bilancio e in cui è aperta la negoziazione per il prossimo ciclo di programmazione europea”.
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