29/10/2026
Nel 2025 sei dei 17 Obiettivi Onu peggiorano e il 58% dei target al 2030 appare non raggiungibile. Un ritardo che si riflette sulla vita delle persone: oltre 5,4 milioni in povertà assoluta, il 94,5% dei Comuni a rischio idrogeologico e quasi un giovane su cinque con disagio psicologico.
L’undicesimo Rapporto ASviS, presentato lo scorso 28 ottobre, dal titolo “Agenda per la prossima legislatura. E non solo”, fotografa un'Italia lontana dall’attuazione dell'Agenda 2030: nel 2025, l’indice che sintetizza la performance rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile è sostanzialmente fermo e ben sei Obiettivi registrano un peggioramento rispetto all’anno precedente. Inoltre, il 58% dei 38 target quantitativi fissati per il 2030 non appaiono raggiungibili, una percentuale invariata rispetto allo scorso anno, nonostante gli effetti positivi del PNRR. Per la prima volta vengono anche presentati i risultati dell’analisi di 45 Target qualitativi, dalla quale emerge come in oltre la metà dei casi, soprattutto in campo ambientale e sociale, le norme e le politiche esistono, ma la loro attuazione è decisamente insufficiente.
Sono 1,1 milioni i minori che vivono in famiglie che sono in povertà assoluta; solo il 31,1% dei giovani tra i 25 e i 34 anni è laureato a fronte dell’obiettivo del 45% entro il 2030; la riduzione della dispersione scolastica si accompagna ad un peggioramento delle competenze degli studenti; circa il 16% degli adolescenti e delle adolescenti e quasi un giovane su cinque nella fascia 18-34 anni presentano disagi psicologici e oltre 600mila minori sono seguiti dai Dipartimenti di Salute Mentale.
Rispetto al 2010 l'Italia ha registrato vari peggioramenti e progressi complessivamente modesti: infatti, si trova oggi in condizioni peggiori di 15 anni fa per cinque Obiettivi (sconfiggere la povertà, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, ridurre le disuguaglianze, vita sulla terra, pace, giustizia e istituzioni solide) e sostanzialmente invariate per altri cinque (sconfiggere la fame, salute e benessere, imprese, innovazione e infrastrutture; città e comunità sostenibili, partnership per gli obiettivi). Miglioramenti limitati si rilevano in cinque casi (istruzione di qualità, parità di genere, energia pulita e accessibile, lavoro dignitoso e crescita economica, lotta contro il cambiamento climatico, imprese e innovazione) e più consistenti solo per l’economia circolare e la vita sott’acqua.
Oltre a presentare la situazione attuale, ASviS avanza alcune proposte che incidono nel modo di disegnare le politiche pubbliche nel nostro Paese, superando l’approccio emergenziale, ed elabora un vero e proprio programma di legislatura, con interventi precisi per le dimensioni economiche, sociali, ambientali e istituzionali. Un'agenda serrata di interventi e riforme da attuare per affrontare le emergenze del Paese, cogliere le opportunità e creare un’Italia più equa, resiliente e sostenibile da tutti i punti di vista, con particolare attenzione al contrasto alla povertà e alle disuguaglianze, alla competitività del sistema produttivo, alla transizione ecologica e digitale, alla salute, all'istruzione e al lavoro.
Il ritardo italiano non differisce dal quadro europeo e mondiale. Nell'Unione europea la quota dei traguardi quantitativi raggiungibili entro il 2030 scende dal 53% al 47% e sette Obiettivi registrano un peggioramento nell'ultimo anno (povertà, salute, istruzione, disuguaglianze, vita sott'acqua, giustizia e istituzioni solide e partnership) e solamente per uno (sconfiggere la fame) si registra un miglioramento.
A livello mondiale soltanto il 15% dei Target dell’Agenda 2030 è sulla buona strada per essere conseguito; il 21% registra progressi moderati, il 32% avanzamenti marginali, il 17% è in stagnazione e il 15% in regressione.
Per approfondimenti consulta il Rapporto ASviS "Agenda per la prossima legislatura. E non solo".