Le Regioni e Province autonome tra riforme, investimenti e nuove priorità: il quadro delle azioni regionali del 2025
Mariella Bucciarelli - Tecnostruttura, Settore Sviluppo Sostenibile e Semestre europeo
In questo articolo si riporta una sintesi delle principali azioni regionali, che emerge dalla lettura del documento Analisi annuale e monitoraggio degli interventi di riforma e investimento delle Regioni e delle Province autonome 2026, approvato dalla Conferenza delle Regioni, in data 28 luglio scorso.
L’analisi dei contributi trasmessi dalle Regioni e Province autonome restituisce un quadro articolato degli interventi di riforma e investimento adottati nel 2025 attraverso provvedimenti normativi, regolativi e attuativi. Si tratta di azioni che, nell’arco dell’annualità, hanno inciso sui principali fattori di sviluppo economico, sociale e occupazionale e che, in molti casi, si collocano in continuità o in rafforzamento di politiche e interventi di più lungo periodo.
La lettura è condotta a livello di sistema regionale nel suo complesso, organizzando i principali temi emersi in relazione alle sei Raccomandazioni specifiche per paese (CSR) del 2025 e tiene conto anche delle indicazioni contenute nel Country Report 2026, pubblicato dalla Commissione europea nel giugno 2026 nell’ambito del Pacchetto di primavera del Semestre europeo, che analizza la situazione economica, sociale e strutturale dell’Italia e individua le principali criticità e priorità di intervento.
Nel complesso, le azioni regionali del 2025 evidenziano una progressiva integrazione tra investimenti, riforme e capacità amministrativa, con un crescente raccordo tra programmazione europea, nazionale e regionale. Le aree di intervento – dalle politiche di bilancio alla coesione, dall’innovazione alla transizione green, dal lavoro e dall’inclusione fino alla sanità – delineano un quadro nel quale le Regioni assumono un ruolo determinante nell’attuazione territoriale delle priorità del Semestre europeo e nella costruzione di un modello di sviluppo maggiormente sostenibile, competitivo e inclusivo.
Politiche di bilancio e politiche fiscali - Raccomandazione 1
Le politiche di bilancio e fiscali adottate dalle Regioni e dalle Province autonome si sono sviluppate nel quadro degli obiettivi nazionali ed europei di sostenibilità della finanza pubblica, stabilità macroeconomica, coordinamento delle politiche di bilancio e rafforzamento degli investimenti.
L’azione regionale ha perseguito un duplice obiettivo: da un lato, il consolidamento degli equilibri di bilancio, il controllo della spesa e la sostenibilità finanziaria; dall’altro, l’utilizzo della leva fiscale e della capacità di investimento pubblico per sostenere crescita economica, competitività, coesione sociale e sviluppo sostenibile.
Le Regioni hanno orientato la loro programmazione finanziaria al mantenimento degli equilibri di bilancio, razionalizzazione delle risorse e contenimento dei costi. Parallelamente, è stata preservata e, in diversi casi, rafforzata la capacità di investimento pubblico, destinando risorse a infrastrutture, mobilità sostenibile, efficientamento energetico, rigenerazione urbana, difesa del suolo, patrimonio culturale e servizio idrico integrato.
Particolare attenzione è stata dedicata all’efficienza della spesa, attraverso iniziative di spending review, razionalizzazione delle risorse e controllo dei costi, con specifico riguardo alla spesa sanitaria e agli enti strumentali. Sono stati inoltre potenziati i sistemi di monitoraggio e rendicontazione, anche attraverso l’integrazione degli SDGs nei documenti di programmazione e l’utilizzo di strumenti di valutazione quali il Bilancio di Genere.
Sul versante fiscale, le Regioni hanno utilizzato la leva tributaria per sostenere la crescita e la competitività, preservando gli equilibri della finanza pubblica. Le azioni hanno riguardato soprattutto la riduzione della pressione fiscale sui redditi medio-bassi, il sostegno alle famiglie, al Terzo settore e ai comparti produttivi strategici (adeguamento dell’IRPEF e rimodulazione delle aliquote in senso progressivo).
Per il sistema produttivo sono state confermate o introdotte agevolazioni IRAP a favore delle imprese innovative e delle PMI impegnate in attività di ricerca, innovazione e occupazione qualificata, nonché delle imprese che applicano contratti collettivi con componenti retributive aggiuntive e dei settori ritenuti strategici.
Sono proseguite, infine, le misure di semplificazione e digitalizzazione degli adempimenti tributari.
Attuazione PNRR e politica di coesione - Raccomandazione 2
In risposta all’esigenza di accelerare l’attuazione del PNRR e dei programmi della politica di coesione, evidenziata anche dal Country Report 2026, le Regioni hanno agito lungo tre direttrici principali: rafforzamento della gestione delle risorse e degli interventi programmati, sviluppo di una programmazione strategica integrata e potenziamento della capacità amministrativa.
Particolare attenzione è stata dedicata alla rimodulazione e all’accelerazione dell’attuazione del programma GOL, attraverso l’aggiornamento dei PAR regionali, il potenziamento dei percorsi formativi, l’ampliamento della platea dei destinatari, il rafforzamento del monitoraggio e della rendicontazione e l’adeguamento dei sistemi di governance ai nuovi criteri di riparto delle risorse. Le Regioni hanno adottato nuovi avvisi, rifinanziato e rimodulato interventi di politica attiva del lavoro e formazione professionale e semplificato le procedure relative ai tirocini GOL, con l’obiettivo di accelerare l’utilizzo delle risorse e assicurare il raggiungimento dei target del PNRR.
Sul fronte della politica di coesione, le principali azioni hanno riguardato la riprogrammazione strategica e finanziaria dei programmi FSE/FESR, concentrando le risorse sugli interventi più maturi e con maggiore capacità realizzativa. Sono stati inoltre aggiornati i programmi relativi al FSC 2021-2027, attraverso l’inserimento e l’integrazione di nuovi interventi negli Accordi per la Coesione.
Numerose Regioni hanno rafforzato la programmazione attuativa mediante calendari dei bandi e degli avvisi, accompagnati da cronoprogrammi di spesa, per aumentare la prevedibilità per i beneficiari, accelerare l’attivazione degli interventi e migliorare l’avanzamento finanziario.
Un ruolo importante ha assunto il riesame intermedio dei programmi 2021-2027 (Mid-Term Review), che ha consentito di orientare risorse verso nuove priorità europee, tra cui housing sociale e sostenibile, tecnologie strategiche STEP, resilienza idrica, digitalizzazione e innovazione. Le riprogrammazioni hanno inoltre permesso di utilizzare le nuove flessibilità europee, quali l’aumento dei tassi di cofinanziamento UE, i prefinanziamenti aggiuntivi e la proroga dei termini di ammissibilità della spesa.
Parallelamente è stato rafforzato il principio della programmazione unitaria, attraverso cabine di regia e strumenti di coordinamento tra fondi europei, FSC e PNRR, con l’obiettivo di valorizzare le sinergie finanziarie e prevenire sovrapposizioni. Sul piano della capacità amministrativa, le Regioni hanno aggiornato procedure, manuali operativi e sistemi di gestione e controllo, rafforzando il monitoraggio fisico e finanziario e introducendo sistemi di reporting più frequenti. Sono state inoltre attivate task force, rafforzate le strutture tecniche e intensificate le collaborazioni con enti strumentali, organismi intermedi e soggetti attuatori; nonché assunzioni di personale specializzato, anche attraverso il PN CAPCOE, e introduzione di figure tecniche dedicate alla gestione dei fondi europei.
Infine, particolare impulso è stato dato alla semplificazione e digitalizzazione dei processi, attraverso piattaforme integrate per la gestione del ciclo di vita dei bandi, opzioni semplificate dei costi, sistemi di monitoraggio integrati e automatizzazione della rendicontazione, con sperimentazioni anche nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la verifica delle spese.
Innovazione, ricerca e competitività - Raccomandazione 3
Gli interventi regionali riconducibili alla necessità di rafforzare produttività e competitività intervengono sul tessuto imprenditoriale, sull’innovazione e sulla capacità del sistema produttivo di inserirsi nelle nuove filiere tecnologiche. L’azione regionale si è sviluppata principalmente lungo tre direttrici: modernizzazione del tessuto produttivo esistente, sviluppo industriale e delle startup, promozione dell’innovazione e delle nuove tecnologie.
Un ambito ha riguardato il sostegno alle PMI dei settori tradizionali – commercio, turismo, artigianato e agricoltura – attraverso incentivi alla modernizzazione delle attrezzature, alla diversificazione produttiva e all’innovazione dei processi. Particolare attenzione è stata riservata al superamento dei divari territoriali, con interventi soprattutto nel Mezzogiorno finalizzati all’attrazione degli investimenti, al marketing territoriale e al rafforzamento della presenza delle PMI nelle catene globali del valore. In tale ambito sono state sviluppate anche iniziative di internazionalizzazione e di costruzione di network commerciali.
Le Regioni hanno inoltre sostenuto lo sviluppo industriale attraverso le Strategie di Specializzazione Intelligente (S3) e promosso partenariati tra soggetti pubblici, imprese, università, organismi di ricerca e società civile. L’obiettivo è stato rafforzare il trasferimento tecnologico e favorire la costruzione di filiere interregionali, sostenendo progetti comuni di ricerca e innovazione.
Una crescente attenzione è stata dedicata agli ecosistemi regionali e internazionali della ricerca e dell’innovazione e alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale. Parallelamente sono stati sostenuti progetti di innovazione nel settore culturale, comprese iniziative rivolte alle PMI della produzione cinematografica e strategie per lo sviluppo degli ecosistemi della cultura e dell’innovazione culturale e sociale.
Nell’ambito delle specializzazioni ad alta intensità di conoscenza, le Regioni hanno sostenuto la nascita e il consolidamento di startup innovative, lo sviluppo di tecnologie nel settore aerospaziale e gli investimenti nelle tre aree STEP: tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite ed efficienti, biotecnologie. Gli interventi hanno inoltre riguardato l’apertura di nuovi mercati, attraverso programmi di internazionalizzazione, attrazione e rientro degli investimenti e servizi di tutoraggio e after-care per gli investitori esteri.
Tra le esperienze innovative si segnalano infine gli interventi a sostegno degli ecosistemi della blue economy, che integrano innovazione, sostenibilità e crescita economica e che nel 2025 hanno ampliato il proprio campo di applicazione ai settori della subacquea, dell’aerospazio e delle nuove fonti energetiche legate all’idrogeno.
Pubblica amministrazione, giustizia, concorrenza e appalti - Raccomandazione 4
Le Regioni hanno promosso interventi destinati a rafforzare l’efficienza della Pubblica Amministrazione, la qualità dei servizi, la digitalizzazione, la semplificazione, l’efficienza della giustizia e l’apertura dei mercati alla concorrenza. In questa direzione hanno sviluppato strategie complementari all’agenda di riforme del PNRR per affrontare le principali criticità evidenziate dal Country Report 2026: carenza di personale qualificato, insufficiente specializzazione delle competenze, disomogeneità nella digitalizzazione dei servizi, complessità amministrativa e regolatoria e persistenti criticità nell’efficienza del sistema giudiziario.
Sul versante del personale, gli interventi hanno riguardato nuove assunzioni, stabilizzazioni, aggiornamento dei fabbisogni professionali e misure per rendere maggiormente attrattivo il lavoro pubblico. Particolare attenzione è stata riservata alle competenze in materia di cybersecurity, digitalizzazione, gestione dei dati, transizione ecologica ed energetica e gestione delle risorse europee. La formazione è stata considerata una leva strategica per la modernizzazione amministrativa, attraverso piani formativi pluriennali che integrano aggiornamento specialistico, competenze trasversali e nuove professionalità legate alla transizione digitale, all’intelligenza artificiale, alla cybersecurity, alla gestione dei Fondi europei, alla leadership e al change management.
Sul piano digitale, le Regioni hanno proseguito il percorso di digitalizzazione dei processi amministrativi e dei servizi, rafforzando interoperabilità e integrazione delle banche dati. Sono inoltre aumentate le sperimentazioni dell’intelligenza artificiale per l’analisi, il supporto alle decisioni e l’interazione digitale con cittadini e imprese. La semplificazione ha interessato in particolare le imprese, attraverso i SUAP, la collaborazione con i sistemi camerali, la standardizzazione della modulistica, la riduzione dei termini autorizzativi e l’accorpamento dei procedimenti relativi alle medesime attività. La governance è stata rafforzata anche attraverso i PIAO 2026-2028 e l’adozione di specifiche leggi regionali.
Sul fronte della transizione ecologica, le amministrazioni hanno promosso il Green Public Procurement, introducendo nei bandi criteri ambientali minimi e clausole premiali legate alla sostenibilità.
Per la giustizia, le azioni regionali hanno riguardato soprattutto la digitalizzazione dei processi, il rafforzamento delle competenze e la qualificazione del personale. Sono stati sostenuti gli uffici di prossimità, la formazione degli operatori, l’informatizzazione dei fascicoli e la diffusione dei servizi di giustizia digitale.
Infine, in materia di concorrenza, le Regioni hanno operato attraverso interventi di regolamentazione settoriale, sostegno al commercio e ai distretti, alle botteghe artigiane e ai negozi storici. Sono state inoltre introdotte misure per semplificare l’accesso alle professioni regolamentate e interventi nei comparti ferroviario, portuale e aeroportuale, anche attraverso finanziamenti e affidamenti a soggetti privati.
Transizione green e sostenibilità ambientale - Raccomandazione 5
Il tema della Transizione green e sostenibilità ambientale rappresenta uno degli ambiti più articolati dell’intervento regionale, comprendendo transizione energetica, mobilità sostenibile, biodiversità, adattamento ai cambiamenti climatici, gestione della risorsa idrica, sviluppo territoriale ed economia circolare.
Le Regioni hanno sostenuto la transizione energetica attraverso interventi finanziati per ridurre le emissioni, aumentare l’efficienza energetica e favorire le fonti rinnovabili. Nel sistema produttivo sono state finanziate azioni per l’efficientamento energetico, la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, l’autoconsumo, i sistemi di accumulo, gli audit energetici e le certificazioni ambientali. Particolare attenzione è stata riservata a idrogeno verde, sistemi di accumulo, smart grid e infrastrutture energetiche intelligenti, nonché alla ricerca applicata.
arallelamente sono stati finanziati interventi di riqualificazione energetica di scuole, strutture sanitarie, edifici pubblici, edilizia residenziale, impianti sportivi e beni culturali, spesso integrati con interventi di adeguamento sismico e rigenerazione urbana. Le Regioni hanno inoltre rafforzato la pianificazione energetica e la semplificazione delle procedure autorizzative per le fonti rinnovabili, promuovendo il recupero di aree già urbanizzate, il revamping degli impianti, l’autoconsumo collettivo e tecnologie a basso impatto ambientale. È proseguito anche il sostegno alle bioenergie, attraverso biomassa, biogas, cogenerazione e teleriscaldamento.
Nell’ambito della mobilità sostenibile gli interventi hanno riguardato il trasporto pubblico, la mobilità ciclistica, l’intermodalità e la digitalizzazione. Sono stati realizzati investimenti in piste ciclabili, ciclovie, percorsi ciclopedonali, bike sharing, e-bike sharing e sharing mobility, affiancati da progetti MaaS (Mobility as a Service). È proseguito il rinnovo dei mezzi del trasporto pubblico attraverso autobus e treni a basse o zero emissioni, insieme allo sviluppo di sistemi intelligenti per la gestione del traffico, l’infomobilità e la bigliettazione elettronica. Sono state inoltre promosse azioni per il miglioramento della qualità dell’aria, la mobilità elettrica e il rinnovo del parco veicolare, nonché il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, metropolitane, portuali e intermodali e l’integrazione con i corridoi TEN-T.
Le Regioni hanno rafforzato le politiche per arrestare la perdita di biodiversità, attraverso interventi di conservazione e ripristino degli habitat e delle specie, gestione delle aree protette e dei siti Natura 2000, contrasto alle specie esotiche invasive e tutela degli ecosistemi terrestri e acquatici. Sono stati sostenuti programmi di monitoraggio, ricerca e ripristino ambientale, insieme a interventi sulle aree protette, infrastrutture verdi e tutela dell’agrobiodiversità.
Sul versante dell’adattamento ai cambiamenti climatici, le Regioni hanno rafforzato Strategie regionali, Piani per il clima, Piani di gestione del rischio alluvioni e strumenti di gestione del territorio. Gli interventi hanno riguardato difesa del suolo, prevenzione del rischio idrogeologico, messa in sicurezza dei versanti, contrasto a frane e alluvioni ed erosione costiera. Inoltre, accanto alle opere infrastrutturali sono state promosse Nature-Based Solutions, rinaturalizzazione, forestazione urbana, riqualificazione fluviale, recupero degli ecosistemi e manutenzione del patrimonio forestale.
La gestione sostenibile della risorsa idrica ha costituito un ulteriore ambito prioritario, con interventi per migliorare disponibilità, qualità ed efficienza nell’uso dell’acqua e rafforzare la resilienza rispetto a siccità e stress idrico. Le azioni hanno riguardato modernizzazione delle infrastrutture irrigue, invasi e bacini di accumulo, riduzione delle perdite delle reti, efficientamento dei sistemi irrigui e riorganizzazione dei consorzi di bonifica. Sul piano normativo sono stati aggiornati i Piani di Tutela delle Acque e rafforzati monitoraggio e prevenzione dell’inquinamento. Sono inoltre stati promossi interventi di riqualificazione dei corsi d’acqua, miglioramento degli impianti di depurazione e recupero e riutilizzo delle acque reflue. È proseguito, infine, il rafforzamento del Servizio Idrico Integrato, attraverso efficientamento delle reti, digitalizzazione e innovazione tecnologica.
Le politiche di sviluppo territoriale hanno puntato sulla rigenerazione urbana, sul recupero del patrimonio edilizio, sulla riqualificazione degli spazi pubblici e sulla valorizzazione delle aree degradate. Particolare attenzione è stata dedicata a borghi, aree interne, territori montani e costieri, attraverso investimenti nel turismo sostenibile, lento, accessibile ed esperienziale, nelle infrastrutture turistiche e nei percorsi naturalistici e ciclabili. Sono state inoltre sviluppate forme innovative di governance territoriale, tra cui Green Communities, Comunità Energetiche Rinnovabili, strategie per le aree interne e montane, strategie territoriali nelle FUA e nei SIRU, Patti Territoriali e Gruppi di Azione Locale (GAL).
Con riferimento all’economia circolare le azioni regionali hanno riguardato incentivi all’eco-innovazione, all’efficienza nell’uso delle risorse, alla riduzione degli scarti, al riciclo e all’impiego di materiali riciclati e sottoprodotti. Sono stati finanziati interventi di simbiosi industriale, recupero di materia e riciclo avanzato, con particolare attenzione a plastica, edilizia, tessile e moda. Sono state inoltre promosse iniziative per la prevenzione dei rifiuti, il riuso, l’allungamento del ciclo di vita dei prodotti e l’utilizzo di metodologie LCA e PEF, insieme ad azioni per la riduzione dei rifiuti plastici, l’autocompostaggio e il compostaggio di comunità.
Nel settore agroalimentare gli interventi hanno riguardato riduzione degli sprechi, valorizzazione dei sottoprodotti, agricoltura biologica, tutela della fertilità dei suoli, filiere corte e Gruppi di Acquisto Solidale.
Sul fronte dei rifiuti urbani sono stati potenziati raccolta differenziata, riuso, riciclo e recupero di materia, attraverso nuovi centri di raccolta e riuso, impianti di riciclo, trattamento della frazione organica e compostaggio, nonché sistemi di tariffazione puntuale. Sono stati infine realizzati interventi per la gestione dei rifiuti speciali, industriali e pericolosi, il recupero di materie prime critiche, la gestione di RAEE e batterie e la bonifica dei siti contaminati, compresa la rimozione dell’amianto.
Lavoro, protezione e inclusione sociale, istruzione e formazione - Raccomandazione 6
Per quanto riguarda le Politiche del lavoro e occupazionali, le Regioni hanno proseguito il rafforzamento delle politiche attive del lavoro, in un contesto caratterizzato dal miglioramento complessivo dell’occupazione, ma ancora segnato da forti differenze territoriali e da criticità che interessano soprattutto giovani e donne.
Gli interventi si sono concentrati sul potenziamento della governance del mercato del lavoro e dei servizi per l’impiego, anche attraverso il rafforzamento dei Centri per l’Impiego e della rete regionale dei servizi di orientamento, incontro domanda-offerta, formazione e accompagnamento al lavoro.
Il rafforzamento delle politiche attive è stato sostenuto principalmente dal FSE+ 2021-2027 e dal PNRR, con interventi rivolti a giovani, persone con disabilità, soggetti svantaggiati e disoccupati. Sono proseguite le azioni per l’adeguamento delle competenze, la formazione continua, l’invecchiamento attivo e il trasferimento intergenerazionale delle competenze. Il Piano Nuove Competenze e Transizioni ha costituito un riferimento per il rafforzamento della formazione professionale, con particolare attenzione a green economy, ricerca, innovazione, tecnologia e competenze avanzate.
Rilevante anche l’impegno nel contrasto al lavoro sommerso e al caporalato, soprattutto nei territori del Mezzogiorno, attraverso interventi per legalità, sicurezza, tutela delle vittime di sfruttamento e miglioramento dell’incontro domanda-offerta.
Sono state inoltre sostenute l’autoimprenditorialità, la nascita e il consolidamento delle PMI e le opportunità occupazionali nelle aree rurali, con particolare attenzione ai giovani e al ricambio generazionale nel settore agricolo. Per i lavoratori coinvolti in situazioni di crisi sono proseguite le misure di ricollocazione e sostegno al reddito, anche attraverso il programma GOL.
Un ruolo centrale è stato assegnato all’apprendistato e al sistema duale, ai tirocini extracurricolari, agli incentivi all’assunzione e alle altre forme di integrazione tra istruzione, formazione e lavoro; sono state inoltre promosse esperienze di mobilità transnazionale e borse lavoro.
Per aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro sono stati rafforzati gli strumenti di conciliazione vita-lavoro, attraverso buoni di servizio per servizi educativi e di cura, interventi di welfare aziendale e misure rivolte a donne occupate e disoccupate.
Le Regioni hanno consolidato le politiche di welfare attraverso interventi integrati di contrasto alla povertà, protezione sociale e inclusione attiva, con particolare attenzione alle persone e alle famiglie vulnerabili. Sono stati adottati o aggiornati i Piani regionali di contrasto alla povertà e programmati gli interventi finanziati dal Fondo Povertà e dal Fondo Nazionale Politiche Sociali, contribuendo al consolidamento dei LEPS e al rafforzamento della presa in carico territoriale. Sono state potenziate le misure di sostegno economico e sociale e gli interventi contro la povertà estrema e la marginalità, compresi servizi a bassa soglia, assistenza alimentare e presa in carico multidisciplinare delle persone senza dimora. Particolare attenzione è stata dedicata alla povertà educativa, attraverso interventi rivolti ai minori e attività extrascolastiche, sportive e culturali.
Sul fronte abitativo, le Regioni hanno rafforzato i fondi per la locazione, la prevenzione degli sfratti e il recupero dell’edilizia residenziale pubblica, affiancandoli a interventi di housing sociale, recupero degli immobili sfitti e coabitazione solidale.
Le politiche di inclusione attiva hanno sostenuto percorsi personalizzati di orientamento, formazione, accompagnamento al lavoro e presa in carico multidisciplinare. Tra i destinatari prioritari figurano persone con disabilità e persone con background migratorio, con interventi per l’autonomia, l’inclusione lavorativa, la formazione linguistica e civica, la mediazione culturale e l’accesso ai servizi. Sono stati inoltre sviluppati programmi di reinserimento per persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria e rafforzate le reti a sostegno delle vittime di violenza di genere e di tratta, attraverso centri antiviolenza, case rifugio e percorsi di autonomia socio-lavorativa.
Per migliorare l’accesso ai servizi, particolare attenzione è stata dedicata ai servizi per l’infanzia, all’assistenza a lungo termine e alla presa in carico sociosanitaria integrata. Sono stati rafforzati assistenza domiciliare, servizi territoriali, valutazione multidimensionale e soluzioni innovative di residenzialità, coabitazione e vita indipendente.
Nel settore dell’istruzione le Regioni hanno operato per migliorare i risultati scolastici, le competenze digitali, il diritto allo studio e il contrasto all’abbandono scolastico, tenendo conto delle persistenti differenze territoriali e socioeconomiche. Gli interventi hanno riguardato il rafforzamento delle competenze linguistiche, matematiche e scientifiche, la didattica laboratoriale, la divulgazione scientifica, l’orientamento e la collaborazione tra scuole, università, imprese e Terzo settore. Il diritto allo studio è stato rafforzato attraverso contributi per libri di testo, frequenza scolastica, alloggio e servizi educativi, insieme a misure per l’abbattimento delle rette dei nidi e delle scuole dell’infanzia.
Particolare attenzione è stata dedicata agli studenti con disabilità, attraverso servizi di trasporto, assistenza all’autonomia e alla comunicazione e strumenti didattici accessibili. Sono stati inoltre promossi interventi per il benessere psicologico degli studenti e per la prevenzione della dispersione.
La transizione digitale ha trovato attuazione attraverso laboratori digitali, educazione al digitale, intelligenza artificiale, realtà aumentata e virtuale, STEM, pensiero computazionale e robotica educativa. Per i giovani a rischio di esclusione sono stati rafforzati percorsi di qualificazione e personalizzazione della formazione, con particolare attenzione al sistema duale, all’apprendistato e alla nuova filiera tecnologico-professionale 4+2, istituita dalla Legge 121/2024.
Un ruolo strategico continua a essere svolto dagli ITS Academy, dai Poli tecnico-professionali e dagli IFTS, considerati strumenti essenziali per avvicinare l’offerta formativa alla domanda di competenze delle imprese. Le Regioni hanno sostenuto la programmazione dell’offerta, il rafforzamento delle fondazioni ITS, la nascita di nuovi percorsi e lo sviluppo di Campus integrati tra scuole, università, enti formativi e imprese. Gli interventi hanno riguardato anche l’internazionalizzazione, attraverso il sostegno a esperienze formative all’estero e ai progetti collegati al Piano Mattei.
Infine, il diritto allo studio universitario e terziario è stato sostenuto mediante borse di studio, alloggi, misure per gli studenti fuori sede e internazionali, esperienze di studio e tirocinio all’estero e percorsi formativi dedicati ai settori strategici, dal digitale alla cybersecurity, fino ai dottorati industriali.
Potenziamento del sistema sanitario
Per quanto riguarda il potenziamento del sistema sanitario è stato mantenuto come ambito autonomo di monitoraggio, come già detto precedentemente, considerata la natura trasversale del tema e la sua riconducibilità a più Raccomandazioni.
Nel quadro della riorganizzazione dell’assistenza promossa attraverso il PNRR, le Regioni hanno sostenuto il rafforzamento dell’assistenza territoriale, la deospedalizzazione e la costruzione di un sistema sanitario maggiormente accessibile, integrato e resiliente. Gli interventi hanno risposto alle principali criticità evidenziate dalla Commissione europea: difficoltà di accesso alle cure, divari territoriali, carenza di personale sanitario e crescente pressione derivante dall’invecchiamento della popolazione.
Un primo asse ha riguardato il rafforzamento delle infrastrutture sanitarie, attraverso nuovi presidi ospedalieri, riqualificazione delle strutture esistenti, adeguamento antisismico e antincendio, rinnovo delle apparecchiature e digitalizzazione delle strutture, con particolare attenzione ai Dipartimenti di Emergenza e Accettazione. Centrale è stato il consolidamento dell’assistenza di prossimità, attraverso l’attuazione della Missione 6 del PNRR.
Le Regioni hanno proseguito la realizzazione e l’avvio delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, nonché l’attivazione delle Centrali Operative Territoriali, destinate a collegare e coordinare servizi domiciliari, territoriali, sociosanitari e ospedalieri.
Particolare attenzione è stata riservata alle aree rurali e interne, attraverso il rafforzamento dei servizi sanitari di prossimità e lo sviluppo delle farmacie di comunità, chiamate a svolgere funzioni ulteriori rispetto alla tradizionale dispensazione dei farmaci, tra cui screening oncologici, telecardiologia e vaccinazioni. Sul versante dell’assistenza domiciliare, le Regioni hanno rafforzato telemedicina e strumenti digitali, promuovendo un modello di sanità proattiva e di comunità fondato sull’integrazione tra servizi territoriali, Fascicolo Sanitario Elettronico e telemedicina.
Un ulteriore ambito di intervento ha riguardato il personale sanitario, con azioni di reclutamento e stabilizzazione, accordi con le università per l’assunzione degli specializzandi e iniziative di formazione manageriale e specialistica. Tra queste rientrano i corsi di formazione specifica in medicina generale e i percorsi dedicati alla prevenzione e al contrasto delle infezioni ospedaliere.
Infine, le Regioni hanno sostenuto la ricerca sanitaria e l’innovazione, finanziando progetti dedicati soprattutto alla sanità digitale e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto della diagnostica, rafforzando le reti cliniche e favorendo il trasferimento tecnologico tra ricerca e assistenza.