Ue, le previsioni economiche intermedie di inverno 2018

Pubblicato Mercoledì, 07 febbraio 2018

I tassi di crescita della zona euro e dell'UE superano le aspettative dell'anno scorso, mentre continua la transizione dalla fase della ripresa a quella dell'espansione dell'economia. Secondo le stime della Commissione europea, nel 2017 le economie sia della zona euro che dell'UE sono cresciute del 2,4%, il tasso più elevato registrato nell'ultimo decennio. Questi positivi risultati sono destinati a continuare nel 2018 e nel 2019, con una crescita rispettivamente del 2,3% e del 2,0%, sia nella zona euro che nella UE. 

Le previsioni si basano su una serie di ipotesi tecniche relative ai tassi di cambio, ai tassi di interesse e ai prezzi delle materie prime, aggiornate al 26 gennaio 2018. Per tutti gli altri dati, le previsioni tengono conto delle informazioni disponibili fino al 30 gennaio.

Le stime attuali per il 2017, che parlano di una crescita del PIL del 2,4%, superano le proiezioni indicate a novembre nelle previsioni economiche di autunno. Anche le previsioni di crescita per il 2018 e il 2019 sono state corrette al rialzo rispetto a novembre, sia per l'economia della zona euro che per quella della UE, e sono rispettivamente passate dal 2,1% al 2,3% per l'anno in corso e dall'1,9% al 2,0% per il 2019. Questi sviluppi sono attribuibili sia ad una congiuntura economia più forte in Europa, dove i mercati del lavoro continuano a migliorare e dove il clima di fiducia nell'economia è particolarmente buono, che ad una ripresa più forte del previsto dell'attività economica mondiale e degli scambi commerciali internazionali.

La domanda forte, il livello elevato di utilizzo della capacità produttiva e condizioni di finanziamento favorevoli dovrebbero favorire gli investimenti nel corso del periodo di riferimento delle previsioni.L'inflazione di fondo dovrebbe rimanere moderata, a fronte di una situazione di ristagno del mercato del lavoro che migliora solo lentamente e di pressioni salariali che rimangono contenute. I rischi di revisione delle previsioni di crescita rimangono nel complesso equilibrati.

A breve termine la crescita economica potrebbe superare le aspettative, come indicato dall'elevato livello di fiducia. A medio termine i prezzi elevati delle attività a livello mondiale potrebbero essere vulnerabili ad una nuova valutazione dei rischi e dei parametri fondamentali. Permangono i rischi di revisione al ribasso connessi all'incertezza dell'esito dei negoziati sulla Brexit, così come i rischi associati alle tensioni geopolitiche e ad una tendenza ad adottare politiche più chiuse e protezionistiche.

Per l’Italia le previsioni sono di una crescita 2017 invariata al +1,5%, ma per quest'anno il Pil viene rivisto leggermente al rialzo: dall'1,3% previsto a novembre si sale a 1,5%. Secondo la Commissione europea: "Sebbene la ripresa in Italia sta diventando più autosostenuta, le prospettive di crescita restano moderate, dato il limitato potenziale di crescita dell'economia italiana". I rischi al ribasso sono "largamente connessi all'ancora fragile stato del settore bancario italiano", ma ci sono anche possibilità che - nel breve termine - la crescita possa sorprendere al rialzo.

Da quest'anno, la Commissione tornerà a pubblicare ogni anno due previsioni complessive (primavera e autunno) e due previsioni intermedie (inverno ed estate): questo cambiamento, che rappresenta un ritorno al precedente modello delle previsioni della Commissione, consente a quest'ultima di riallineare il calendario delle sue previsioni con quello delle altre istituzioni (Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ecc.).

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